DISPUTATIO 1

Un approccio a ciò che passa

Patrick Barillot

Laddove Freud credeva che il nucleo traumatico fosse specifico del nevrotico, Lacan generalizza il genitore traumatico a tutti i parlanti.

A ciò che non passa, il per-tutti del genitore traumatico, Lacan aggiunge il particolare di ciò che passa tra le generazioni. Al nucleo traumatico freudiano, egli sostituisce ciò che chiama la roulure1, ossia: “l’apprendimento che l’analizzante ha subito di una lingua tra altre, che è per lui lalingua2.
Questo termine di roulure è probabilmente da intendere nella sua connotazione di licenza sessuale, poiché roulure è un termine peggiorativo per designare una prostituta.
La roulure ci indicherebbe dunque che lalingua singolare, che arriva al bambino dall’Altro, veicola i godimenti di questo Altro, e che a questo livello qualcosa passa dall’uno all’altro.

Che la lingua materna possa essere vettore di una forma di godimento si ritrova nella caratteristica di ogni lalingua, qualificata come oscena, e si sa che, con Lacan, l’oscenità si riferisce al godimento del corpo.
Attraverso l’equivoco tra questa oscenità e l’altra scena di Freud, ci indica che lalingua è parte interessata di questa altra scena, ossia l’inconscio, che il linguaggio occupa3.


1 In francese: rotolare, (molto fam.) donna di strada, battona.
2 J. Lacan, Seminario XXIV,L’insu que sait de l’une-bévue qui s’aille à mourre [inedito]– lezione del 19 aprile 1977: « C’est comme ça qu’il s’exprime formellement, à savoir que, à mesure que le sujet énonce quelque chose de plus près de son noyau traumatique – ce soi-disant noyau, et qui n’a pas d’existence, il n’y a que la roulure, que l’analysant est tout comme son analyste, c’est-à-dire… comme je l’ai fait remarquer en invoquant mon petit-fils …l’apprentissage qu’il a subi d’une langue entre autres, qui est pour lui lalangue… »
3 Ibidem: « Lalangue quelle qu’elle soit est une obscénité́. Ce que Freud désigne de – pardonnez-moi ici l’équivoque – l’obre-scène, c’est aussi bien ce qu’il appelle l’autre scène, celle que le langage occupe de ce qu’on appelle sa structure, structure élémentaire qui se résume à celle de la parenté. »


Patricia Dahan

Replica a questo approccio su ciò che passa

L’associazione dei due termini, lalingua e oscenità, è poco frequente in Lacan, però si deduce dai suoi detti. Nella “Conferenza di Ginevra” Lacan precisa che ciò che “sostiene il sintomo” si trova nella materialità delle parole, il motérialisme1, vale a dire quel godimento che si esprime ne lalingua. Un po’ più avanti, in questa stessa conferenza, paragona il bambino con un “colino che l’acqua del linguaggio attraversa lasciandovi qualcosa al passaggio”2.

La lingua, prima dell’apprendimento della lettura e della scrittura, è puro godimento del parlato, gli affetti si esprimono direttamente ne lalingua per il bambino. 

C’è ciò che si trasmette attraverso l’educazione e la cultura e quel che passa, quel che attraversa “il colino” per lasciarvi qualche detrito, di cui l’analisi può rivelarci i frammenti e sorprenderci. 


1 Termine coniato su matérialisme [materialismo] sostituendo la prima sillaba mat con mot (parola).
2 Lacan J., «Il sintomo», Conferenza di Ginevra, in La psicoanalisi n° 2, Astrolabio, Roma 1987, p. 22.


Colette Soler

Replica: Sulla «roulure»1una lettura possibile

Il termine designa in effetti, fin dal XX secolo, letteralmente una prostituta. Una lavoratrice del godimento certo, ma dell’Altro, del padrone maschio. È possibile anche un uso figurato. Lacan lo usa in Televisione, evocando come roulures «gli incartati che fanno da polmone al classicismo»2. I nostri grandi, Corneille e Racine tra altri, le cui opere fanno proprio battere il marciapiede al servizio dei modi di godimento propri al discorso del padrone quando inventano la nozione di “gloria” nella quale l’uno del politico e l’amore si uniscono! Applicato alla generazione che rifila lalangue al bambino, ciò dice che l’uso de lalingua da parte della generazione educatrice è una “édupation3 — al servizio di un discorso. 


1 In francese:  rotolare, (molto fam.) donna di strada, battona
2 Lacan J., Televisione, in Altri Scritti, Einaudi 2013, Torino, p. 521.
Termine coniato su “educazione” condensando éducation con duper, che in francese significa ingannare, abbindolare. [NdT]


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