DISPUTATIO 3

Quel che non passa tra le generazioni

Clotilde Pascual


Possiamo parlare del più intimo e del più strano, quello che per Freud era il perturbante1, che a partire da Lacan chiamiamo il traumatico del godimento. È ciò che Lacan ha chiamato con il nome dell’Uno solo2, l’Uno del godimento, senza l’Altro, che abita in seno a lalingua. Tuttavia, le generazioni interpellano con la domanda: come fare con il godimento dell’Altro? Di fronte a questo, sorge l’insistenza dell’Uno del godimento, al di fuori di ogni semantica, poiché questa dimensione di godimento lascia il soggetto confrontato con la solitudine. Si vede bene nel sintomo del bambino, come esponente di quel che c’è di sintomatico nella coppia genitoriale.3
Quel godimento del bambino non si può afferrare, nel migliore dei casi fa un sintomo proprio, come evento di corpo.4


1 Freud S., «Il perturbante» [1919], in Opere, Vol. 9, Bollati Boringhieri
2 Lacan J., Il seminario, Libro XIX, …o peggio [1971-1972], Einaudi 2020, pp. 160, 161.   
3 Lacan J., «Nota sul bambino», in Altri Scritti, Einaudi 2013, p. 367.
4 Soler C., Presentazione del tema delle Giornate dell’IF, Roma, 10/11 luglio 2021, in Quel che non si eredita


Carmen Gallano

Per Lacan “passa” tra le generazioni il traumatico del verbo, del malinteso. “Fate parte della chiacchiera dei vostri ascendenti […] nuotavano nel malinteso a più non posso”1 ci dice nel suo ultimo seminario, prima di andarsene a Caracas. Quindi, quel che ci sostiene nell’inconscio si radica in quella trasmissione del malinteso, di generazione in generazione. Solo che il bambino si difende da questa follia separandosi con il suo fantasma, con quel che si genera nella faglia dell’Altro. Non potremmo dire allora che il fantasma fa esistere l’Altro che non esiste con una versione, quella del soggetto, quella del suo essere, la sua propria? Non è esso ciò che “non passa” tra le generazioni? Non è, l’Altro, se non una versione fantasmatica? Il sintomo lascia il soggetto solo, con un reale che esprime la faglia di quel fantasma, un ritorno del reale alla soggettività, malessere che permette la psicoanalisi…


1J. Lacan, « Le malentendu», in Ornicar? 22-23, 16-VI-1980.


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