DISPUTATIO 2

Un approccio a quel che passa1

Patrick Barillot

Da questo bagno di linguaggio osceno, il soggetto è dunque marcato, al livello del suo inconscio, attraverso questi segni di godimento fuori senso ordinati dal discorso parentale. Fin da principio, si stabilisce un legame tra le generazioni a un livello inconscio e, nel leggerlo, Lacan ne fa la struttura elementare della parentela. In modo così da mettere in discussione l’approccio levistraussiano alle strutture elementari della parentela2. Cosa che altri si erano già impegnati a fare, come l’antropologo Rodney Needham a cui Lacan si riferisce3
Ci si può quindi chiedere fino a che punto le manifestazioni dei diversi modi del parlato dell’inconscio – sogno, lapsus, passando per il fantasma e il sintomo – affondano le loro radici in questa lingua trasmessa.
Si pone così la questione dell’interesse che l’analizzante potrebbe trovare nell’accorgersi degli effetti del discorso privato da cui si è costituito.


1 Questo viene ad iscriversi nel prosieguo della precedente Disputatio 1.
2 Ibidem. La parentela in questione mette in valore questo fatto fondamentale che è de lalingua che si tratta. 
3 Rodney Needham in Rethinking Kinship and marriage (1971) terminava la sua introduzione con queste parole: Il termine «parentela» è dunque senza alcun dubbio ingannevole e un criterio erroneo per il confronto dei fatti sociali. Non designa alcuna classe distinta di fenomeni e nessun tipo distinto di teoria. Non risponde ad alcun canone di competenza e di autorità. 


Colette Soler

Replica alla Disputatio 2

Tra il traumatismo descritto da Freud nel suo terzo capitolo di «Al di là del principio di piacere», che è per tutti e per sempre, e gli effetti de lalingua detta traumatica da Lacan, bisogna scegliere?
Ritengo che sia la stessa cosa. Il «genitore traumatico» che descrive Freud senza nominarlo come tale, non è traumatico che perché parla e usa dunque della lalingua. Ma non usa della lalingua che nel discorso di cui abbevera la sua progenie. Non si è mai visto un genitore traumatico attenersi ai borborigmi della lallazione passato il breve tempo di ciò che si nomina talvolta bêtification1, bisognerebbe piuttosto dire la bébêtification. Ora, il suo discorso ha un fine che non manca mai: rimettere il piccolo alle norme di ciò che si chiama educare. 
Utile d’altronde per fare società, ma la questione dimora nella parte rispettiva di ciò che spetta a lalingua e al discorso nell’effetto traumatico. 


1 Da bêtifier, in francese “fare l’ebete”. [NdT] 


Diego Mautino

Replica alla Disputatio 2, a proposito della parentela:

A proposito dell’interesse che l’analizzante potrebbe trovare nell’accorgersi degli effetti del discorso privato da cui si è costituito; si percepisce bene che il soggetto imputa all’Altro, non al suo inconscio, ma alla sua parentela, il traumatismo, la mancanza a godere di cui soffre. «Se ci accorgiamo che non parliamo che di apparentamento o di parentela, ci viene l’idea di parlare di qualcos’altro ed è per l’appunto in questo che l’analisi, a volte, fallirebbe. Ma è un fatto che ognuno non parla che di questo»1.
I soggetti che vengono “a dirsi”, parlano del nucleo originario di sofferenze ereditato da coloro che ci hanno generato, e questo marchia tutte le relazioni dal soggetto all’Altro del segno della re-petitio. Qualcosa si inaugura attraverso quel che accade [ce qui se passe] tra le generazioni2, e la psicoanalisi riproduce questa produzione3. È nella misura in cui essa converge verso un significante, che ne emerge per colmare il buco nel Reale – questo fa troumatismo4 – che la nevrosi si ordina secondo il discorso i cui effetti hanno prodotto il soggetto5.


1 J. Lacan, Il Seminario, Libro XXV, Il momento di concludere, inedito.
2 Cf. Colette Soler, Presentazione del Tema: Quel che passa tra le generazioni, Giornate dell’IF, 2° Convegno Europeo, Roma 2021. 
3 «Questa nevrosi, che non senza motivo viene attribuita all’azione dei genitori, è conseguibile soltanto nella misura in cui l’azione dei genitori viene articolata precisamente a partire dalla posizione dello psicoanalista». Jacques Lacan, Il  sapere dello  psicoanalista, Lezione del 4 maggio 1972, in Il seminario, Libro XIX, …o peggio [1971-1972], Einaudi, Torino 2020, p. 147. 
4 Troumatisme, neologismo composto da trou [buco], e traumatismo. [NdT]
5 «Ogni genitore traumatico si trova insomma nella stessa posizione dello psicoanalista. La differenza è che lo psicoanalista, dalla sua posizione, riproduce la nevrosi, mentre il genitore traumatico la produce in maniera innocente.» Ibidem.


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